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Civilization III: Civiltà della settimana


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Civilization III: Civiltà della Settimana : Indiani

Gli Indiani

Il subcontinente indiano è la terra di una delle civiltà più antiche e più influenti del mondo. A partire dal 5000 a.C., nella Valle di Indus, cominciarono ad apparire sempre più insediamenti di agricoltori. Intorno al 2600 a.C., alcuni di questi villaggi crebbero fino a diventare centri urbani, costituendo le fondamenta dell’antica civiltà di Harappan, l’equivalente delle civiltà egizie e babilonesi contemporanee. In ogni caso, a differenza di queste regioni, l’imperialismo centralizzato, che fu sperimentato nel periodo dei Maurya (325-185 a.C.), crollò. Nondimeno, l’avvento di Candra Gupta Maurya ("Chandragupta") nel 321 a.C fu significativo, poiché inaugurò il primo impero indiano. La dinastia Maurya avrebbe dominato l’intero continente. Usando gli elefanti da guerra in modo efficiente, egli sconfisse il successore di Alessandro, Seleuco, il sovrano dei possedimenti orientali della Grecia, in Iran e in India. Il risultato fu un trattato con cui Seleuco cedette le province trans-Indu a Chandra e il secondo offrì a Seleuco 500 elefanti per il suo esercito.

Un secolo più tardi, la disintegrazione dell’impero Maurya fece nascere diversi regni in conflitto, Gupta e Pajput a nord e Chola, Hoysalas e Pandyas a sud. Tuttavia, questi regni separati non sarebbero stati in grado di resistere all’arrivo dell’Islam. Malgrado in India ci fossero state comunità commerciali musulmane nei decenni precedenti, i primi raid arabi nel subcontinente furono condotti lungo la costa occidentale e a Sind durante il settimo e l’ottavo secolo. In ogni caso, il movimento militare permanente dei musulmani nell’India settentrionale, risale al tardo dodicesimo secolo e fu condotto dalla dinastia turca che nacque sulle rovine del califfato Abbasid. La strada verso la conquista fu aperta dal Sultano Mahmud, che condusse più di 20 campagne in India dal 1001 al 1027 a.C. e creò un grande impero, ma dalla vita breve. Nel 1186 a.C., il regno di Mahmud venne distrutto dai Ghurid, che procedettero a conquistare i regni Rajput e crearono un sultanato musulmano in Delhi, da cui una serie di capaci signori turchi governò il nord fino al 1526 a.C.

Gli stati musulmani furono soppiantati dall’impero Mughal (1526-1761 a.C.), fondato da Zahir-ud-Din Muhammad Babur (1526-1530 a.C.). Babur era mongolo, un discendente di quinta generazione di Timur e di quattordicesima generazione di Genghis Khan. In una serie di campagne lampo che cominciarono nel 1511 a.C., sconfisse Punjab e Hindustan. Akbar il Grande (1556-1605 a.C.), suo nipote, continuò la conquista del subcontinente, sconfiggendo Gujarat, Bengal e Rajasthan. Al suo apice, il regno Mughal disponeva di risorse mai viste nella storia indiana e copriva quasi tutto il subcontinente. I secoli sedicesimo e diciassettesimo videro anche la nascita e l’espansione di organizzazioni commerciali europee nel subcontinente, basate principalmente sul procacciamento di risorse rare. Nel 1740, i Portoghesi, i Tedeschi, gli Inglesi e i Francesi avevano creato degli insediamenti coloniali, ma con la Guerra dei Sette Anni i possedimenti francesi furono persi a favore della Compagnia dell’India Orientale britannica.

I venticinque anni che seguirono l’aspra rivolta indiana del 1857-59, che trasferì il governo della compagnia alla corona, terminarono con la nascita di agitazioni nazionaliste. Il Congresso Nazionale Indiano tenne la sua prima assemblea nel dicembre 1885 a Bombay, mentre truppe indiane stavano combattendo nel Burma sotto la bandiera inglese. Mohandas Gandhi (1869-1948), in seguito conosciuto come Mahatma ("di animo nobile”), fu riconosciuto in tutta l’India come il leader spirituale del movimento nazionale per l’indipendenza. La sua dottrina della protesta non violenta divenne una leggenda, impressionando anche i suoi più acerrimi nemici. Il massacro di Jallianwala Bagh (1919) trasformò milioni di moderati indiani da pazienti e leali sostenitori degli inglesi, in ferventi nazionalisti. Gli ultimi anni di dominio inglese furono turbati da un conflitto indù-musulmano sempre più violento e da una intensa opposizione contro il dominio straniero. Nel luglio del 1947, il Parlamento britannico approvò l’Atto di Indipendenza Indiano, uno dei divorzi più veloci e remunerativi mai registrati: nel giro di un mese, i beni della colonia più ricca e più grande della storia erano stati divisi. A partire dalla mezzanotte del 14 agosto 1947, i domini di India e Pakistan erano diventati nazioni sovrane, liberi per sempre dal governo inglese.

In Civilization III, gli Indiani sono considerati una civiltà religiosa e commerciale, pertanto cominciano con l’alfabeto e la cerimonia di sepoltura e hanno bonus significativi in ambito religioso e commerciale. Per saperne di più su questi bonus, leggi l’aggiornamento dello sviluppatore sulle abilità specifiche per le civiltà.

Unità esclusiva: Elefante da guerra

Gli elefanti rappresentavano, in diversi modi, i carri armati dell’era antica: grossi, difficili da uccidere e incredibilmente pericolosi. Una delle prove di forza più famose che coinvolse gli elefanti si ebbe nel 326 a.C., quando Alessandro il Grande si scontrò con l’indiano Porus, un potente ragià che comandava un esercito con 200 elefanti. I potenti elefanti di Porus spaventarono i cavalli di Alessandro e provocarono un timore divino nella sua fanteria, ma Alessandro ebbe un piano. La sua strategia era di attaccare i conduttori degli elefanti, quindi avvicinarsi e assaltare il ventre delle bestie con lance e qualsiasi altra arma fosse stata a disposizione. Gli spaventati elefanti, tuttavia, non la presero bene e risposero camminando e schiacciando tutto ciò che si trovava sulla loro strada. Fortunatamente per Alessandro, le confuse bestie schiacciarono tanti soldati indiani quanti suoi, o forse di più. Alla fine, le truppe di Porus furono sconfitte, ma quelle di Alessandro subirono un vero trauma per il ricordo di queste bestie tonanti.

L’elefante da guerra è la versione indiana del cavaliere. Malgrado abbia gli stessi valori di attacco, difesa e movimento, non richiede risorse naturali per la costruzione, mentre i cavalieri hanno bisogno sia di cavalli che di ferro. Questa distinzione consente agli indiani di produrre facilmente queste forze travolgenti in qualsiasi città, a prescindere dalle reti commerciali.

 Attacco   Difesa   Movimento 
Cavaliere standard 4 3 2
Elefante da guerra indiano 4 3 2

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